scrivere per il web

Scrivere per il web oggi: la ricezione nella scrittura

Scrivere per il web è un’idea che appassiona molti al giorno d’oggi. Io ho addirittura scelto di farlo per vivere. Ma sono certo che molti di voi hanno la passione per la scrittura e che vorrebbero coltivarla al di là delle loro scelte lavorative.

Qualunque sia il vostro scopo l’obiettivo è lo stesso per tutti: far sì che il lettore si ricordi di voi, vi capisca. Che sia scrittura creativa o commerciale, che sia un blog o un articolo giornalistico, quel che importa è come vengono ricevuti dal lettore i vostri testi.

Molti pensano che la ricezione di un testo sia soggettiva, vista la quantità di lettori diversi che si imbatteranno nel vostro articolo, ad esempio, ma non è proprio così.
Menti di gran lunga migliori della mia hanno già pensato a come funzioni questo rapporto autore-lettore e a come un testo possa rimanere impresso nella cultura di un’intera generazione.

Cercherò di spiegarvi questa “teoria della ricezione” in modo semplice e pratico, così che anche voi possiate essere memorabili anche solo per un articolo.

Una piccola premessa: sia chiaro che non vuole certo essere un trattato di ermeneutica, ma solo una serie di consigli e dritte basati su alcune teorie. Buona lettura!

Scrivere per il web: l’orizzonte d’attesa

Entriamo subito nel vivo della questione con un bel parolone difficile: “Orizzonte d’attesa”. Fa effetto vero?

In realtà non è un concetto troppo difficile, ma è molto importante quando dobbiamo scrivere per il web.

L’orizzonte d’attesa è un termine coniato dallo studioso di letteratura ed estetica tedesco Hans Robert Jauss e serve a spiegare come qualunque testo di qualunque tipologia abbia al suo interno dei riferimenti che aiutano il lettore a “orientarsi”.

Per fare un esempio pratico, la saga di Harry Potter non è certo la prima del suo genere. A partire dal primo libro, superate le prime 50 pagine “normali”, cominciamo a vedere i primi segni di magia, ma la cosa non ci sconvolge minimamente. Questo perché Harry Potter è una saga fantasy, quindi ci aspettiamo di vedere un binario nascosto dietro un muro magico o qualcosa di simile.

È il testo stesso che ci fornisce le indicazioni per essere letto.

Scrivere per il web: la scrittura è un atto creativo

Al contrario, se leggessimo di un Ippogrifo nel bel mezzo di un’indagine del commissario Montalbano ne rimarremmo quantomeno sconvolti. Nulla lascia pensare che in un giallo sia ammessa la magia o degli animali fantastici.

Anche se quest’effetto può essere usato proprio al fine di stupire il lettore, ingannandolo bonariamente per poi sconvolgerlo rompendo gli schemi tipici del genere cui sembra appartenere il testo.

Miracoli della scrittura creativa.

Tutto questo per dire che l’atto della scrittura è un atto creativo: state creando nel futuro lettore delle aspettative anche soltanto col titolo del vostro articolo, proprio come sto facendo io con voi.

Perché anche se non siete i primi a scrivere di quell’argomento, se saprete incuriosire e guidare il lettore nei vostri testi, sarete gli unici di cui si ricorderà.

Creare empatia e complicità è uno step fondamentale anche e soprattutto per chi cerca un contatto col proprio pubblico target. Ma c’è di più. Ora arriva la parte davvero interessante.

Scrivere per il web: dall’autore al lettore

Quando dico che la scrittura è un atto creativo, non è un’esagerazione, ve l’assicuro. Quando pensate a una storia, a un articolo o anche a una semplice meta-description, state già creando molto altro. Immaginate, ancor prima di scrivere la prima parola, a chi quel testo dovrà leggerlo.

Un Lettore Modello come lo definirà Umberto Eco nel suo proseguimento della teoria della ricezione: una sorta di nostra proiezione mentale del lettore attraverso il quale costruiamo il testo.

Nella scrittura per il web il Lettore Modello è frutto di un accurato studio sul pubblico di riferimento della mia azienda o della mia testata giornalistica, ad esempio. Mentre per la scrittura creativa in genere i contorni di questo lettore immaginato sono un pò più sfumati.

Il concetto rimane lo stesso: ogni testo di qualunque natura non è altro che un percorso pensato per un lettore, di cui però in realtà non sappiamo abbastanza. Anche nel caso di uno studio statistico, non potremo mai davvero sapere chi verrà in contatto col nostro testo; per cui potrebbe benissimo essere una persona molto diversa da quella che avevamo immaginato all’inizio. Però ci possiamo avvicinare.

Il trucco in questo caso sta nel lasciare più di una strada a disposizione dell’utente per comprendere a pieno il testo. Tutto sta nel creare un linguaggio interno, attraverso riferimenti e allusioni che solo voi e il vostro lettore modello potete capire. Una complicità che renda possibile l’immersione nella vostra storia, o che lo spinga a dar fiducia al vostro brand.

Scrittura per il web: conclusioni

La scrittura per il web è senz’altro un’operazione complessa, è vero. Dovrete fare ricerche, stare attenti al registro, non essere prolissi, Dio non voglia noiosi.

Ma vi permette di compiere un piccolo miracolo: cioè dialogare a una distanza nel tempo e nello spazio praticamente infinita con chiunque vogliate.

Forse i contenuti del vostro sito o del vostro blog non piaceranno a tutti, ma per coloro che sapranno apprezzarli, per i vostri lettori modello insomma, sarà un punto di contatto per qualcosa di più di una semplice lettura.